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Created with a Canon HG10. Track: Hurt by Johnny Cash, performed by Nine Inch Nails
a new way of wasting time at night
Created with a Canon HG10. Track: Hurt by Johnny Cash, performed by Nine Inch Nails
a new way of wasting time at night
Imperversa, ormai da un paio di giorni, nei telegiornali di tutta Europa, la scenetta dello scambio di battute tra Sarkozy e Sua Nanezza Imperiale Berlusconi. Al di là dell’ovvio e mai troppo inutile commento “ma chi ca**o se ne frega?”, la sensazione è quella di trovarsi davanti a un caso di crux desperatonis di fililogica memoria. L’interpretazioni comunemente accettata è quella di “Ho studiato alla Sorbona” (Sorbona – Berlusconi è comunque un binomio che nessun vrorrebbemai sentire). L’altra ipotresi proposta, pure questa con parecchi sostenitori è quella che propende per “Ti ho donato la tua donna” (in un italiano pessimo, ma d’altronde, si sa, è sempre Berlusconi che parla). Oltre a queste interpretazioni però, ce ne sarebbero delle altre, meno accettate dalla comunità di studiosi, ma altrettanto valide su base analitica:
1. Ti ho preparato del tonno (variante ittica)
2. Ho comprato l’amaretto di Saronno (variante alcolemica)
3. Ho appena visto la Madonna (variante mistica)
4. Una volta mi sono fatto Madonna (variante pop )
5. Ti hanno bucato la gomma (variante criminale)
6. Guarda, quella cronista ha la minigonna (variante voyeuristica)
7. Ce la date la Gioconda? (variante culturale)
8. Qui fuori c’è una colonna (varante storico-archeologica)
9. In Scozia gli uomini hanno la gonna (variante antropologica)
10. Scarabalasti la giunta? – Eh? – Poppaaaa! (variante comica)
Spettacolare lezione del Prof.Kagan (la prima di 24!!)
Su Academic Earth è possibile seguire (e scaricare gratuitamente) interi cicli di lezioni di professori di Stanford, Yale, MIT (e scusate se è poco). Questa è la vera rivoluizone del web.
Ah, la lezione è sulla “Dark Age” della Grecia Antica.
Ecco arrivato il momento in cui il nano malefico (leggi: attuale presidente del consiglio) gongola dinanzi alle sventure e alle autolesioni del partito democratico. Dopo aver annunciato di aver sconfitto 7 dei suoi precedenti sfidanti “comunisti” ha sentito il bisogno di ribadire che anche l’eventuale ottavo non avrà vita facile. Ercole è avvisato: a dodici ci si mette un attimo ad arrivare. Nel frattempo, tra una crisi mondiale da affrontare, e figuracce interazionali da ribadire, il nostro trova anche il tempo per perorare la causa di superpippa inzaghi (Mai più solo lì davanti, questo è lo slogan della campagna) e ribadire che “no, il milan, non può più prendere gol all’ultimo minuto”. E’ un pò come dire: “tranquilli, tanto a prenderlo nel culo di dietro ci sono sempre tutti gli altri italiani”. Mi rendo conto che in tutto ciò, però, le situazioni da autolesionismo spicciolo della sinistra italiana non fanno altro che aumentare l’ego del nanetto, che a sparlar male degli altri è veloce come lo shevchenko pre-londra. Il piddì, che in quanto a unità di squadra non ha nulla da invidiare alla nazionale mista ebrei-nazisti, è da anni che ha abbracciato la causa “Famose male”. I punti del programma dell’iniziativa si sintetizzano così:
1. non essere d’accordo con nessuno, su qualsiasi argomento, in qualsiasi situazione, a prescindere
2. non definirsi MAI comunista: al massimo riformista, progressista, antifascista, paracadutista, dentista e chi più ne ha più ne mista
3.ringraziare sempre veltroni (anche se non si è ben capito chi sia)
4.sputtanare sempre Di Pietro (v. punto precedente)
5. elogiare sempre Rutelli (anche se possiede il carisma del paguro)
Queste, dunque, le tappe fondamentali per la perfetta auto-flagellazione politica, da abbinare rigorosamente a canzoni nostalgiche di Guccini, salsiccia alla brace à la “Festa dell’Unità” di Cesena e bandierone di Che Guevara d’ordinanza.
E nel frattempo il nano gongola…
Adesso Berlusconi potrà farsi costruire un nuraghe di 10.000 mq in riva al mare….
roccoplrm [at] gmail.com
La scomparsa del mio spazio personale virtuale è stata di recente oggetto di decreti legge e interrogazioni parlamentari. Trattasi semplicemente di una di quelle decisioni che solo in Italia si è costretti a prendere. Helloweb, il mio host precedente, era gratuito. Questa parola evidentemente stona nel Bel Paese, dove in tempi di crisi economica si può far pagare qualsiasi cosa e così a “qualcuno” non andava che i server fossero in Italia, dove si devono, e si spillano, anche i centesimi su qualsiasi tipo di tassa. Detto questo, aggiungo l’errore mio di non aver salvato il database (*°ò°ç**:;caz+è+*é?é*°#), andiamo avanti, ripartendo da zero.
Ecco si potrebbe iniziare la settimana con una lista dei lavori che ci sarebbe piaciuto fare o che ci piacerebbe fare, non uccidiamo le speranze, magari anche giustificando il perchè delle scelte.
Il regolamento prevede un massimo di tre lavori da elencare con relative brevi spiegazioni.
Chiaramente inizio io:
1. Inviato/reporter/foto-reporter di guerra. Il perchè è un mistero, ma forse l’adrenalina e il sapere di poter fare aprire gli occhi a tante persone mi affascinano.
2.Skipper di barche da Coppa America. Motivo: Sole, vento, libertà e occhiali con laccetto elastico dietro la nuca (forse anche per la residenza ad Auckland, ma non ne sono certo)
3.Scrittore. E’ un pò il sogno di tutti no….?
A voi.
Si, lo so che a parlare male di Napoli non è grande cosa di questi giorni, ma da buon napoletano (sebbene atipico, non fumo e non bevo caffè, e il babà mi fa anche un pò schifo) non posso sottrarmi dallo scrivere due righe su quella che è ormai considerata la discarica (mi sia passato il gioco di parole) del mondo. Napoli è una stanza in disordine, di quelle che ogni giorno ci si ripropone di sistemare ma che puntualmente viene rimandata, e nel frattempo il disordine aumenta. Napoli è brutta, non nel senso estetico (ci sono posti incantevoli e sublimi), ma in quello mentale. Le dinamiche comportamentali dei suoi cittadini sono un mistero tutt’oggi per scienziati, studiosi, soubrette e giornalisti (compreso il “buon” Giorgio Bocca, che da Cuneo sparla e sparla senza aver minimamente compreso la realtà del mezzogiorno).
Le giornate dei napoletani volano via stanche, perennemente in bilico tra il fare e il non fare, tra l’essere geniali e il diventare delle amebe senza midollo. Siamo in un limbo, siamo a metà strada di tutto, siamo equidistanti da tristezza e pietà e possiamo solo muoverci verso questi concetti per ora. Napoli ha il mare, ha il sole, il vulcano (ironia e presagio) ma non ha il cuore e la forza per rialzarsi. Il mare non può aiutare, il sole potrebbe bruciare di più ma sarebbe peggio e il Vesuvio, bè se da un lato lo lascerei stare in pace dall’altro più di un napoletano lo invocherebbe come deus ex machina per uscire da quest’ empasse. Napoli è traffico, urla, ragazzini violenti, persone stupide e donne volgari. Napoli è il genio dei suoi abitanti, l’allegria dei fidanzati lungo il mare, è la forza di chi vuole cambiare, è l’intelligenza delle persone. Il concetto tanto sperperato per artisti, calciatorie scrittori vari di genio e sregolatezza andrebbe protetto da copyright perchè indica solo i napoletani, solo le persone che riescono a vedere la luce attraverso i sacchi neri e colmi di monnezza, solo i ragazzi che credono ancora di trovare un lavoro a pochi passi da casa, solo le persone che si fanno sparare per non cedere, solo quelli che leggono, si informano, studiano, viaggiano e poi tornano per cambiare, per rinnovare per dimostrare al mondo che se questa città esiste da 2500 anni un motivo ci deve essere. E continuerà ad esserci