A (H1N1) e Qualcosa del genere

by rocco

[...] Il messaggio concordemente propinatoci dai mezzi di informazione sul virus H1N1 è che si trasmette come una normale influenza, che può uccidere, ma il cui contagio può essere brillantemente prevenuto adottando misure igieniche di poco superiori a quelle vigenti in un campo rom.
Ora, a costo di apparirvi un tantino allarmista, è mio preciso dovere informarvi che se un agente patogeno a decorso mortale si potesse indisturbatamente trasmettere per via area saremmo tutti spacciati come il crack nei licei di Scampia. Una conclusione agevolmente condivisibile, se considerate che l’AIDS, la malattia virale che più ha funestato gli ultimi quarant’anni della razza umana, è veicolata esclusivamente da rapporti sessuali non protetti e contatto ematico. O bevendo dal bicchiere di un drogato, come vi ha raccontato la vostra ragazza.
Ciò che intendo dire è che un virus mortale trasmissibile per semplice inalazione sarebbe dal punto di vista infettivologico il corrispettivo stragista di un Hitler con le mestruazioni svezzato a Guantanamo da terroristi islamici cugini di Anna Maria Franzoni. Roba da far impallidire Carlo Lucarelli. Un fottuto sterminatore spietato e figlio di puttana talmente determinato che persino gli ebrei comincerebbero ha pensare che forse ha ragione lui.
Quindi vediamole, quali sono queste allarmanti vittime dell’influenza A: cardiopatici, obesi, diabetici gravi. Nel complesso gente la cui incolumità potrebbe essere messa a repentaglio persino da un Crispy MacBacon. A loro si aggiungono malati di cancro, immunosoppressi, gente con gravi carenze emopoietiche. Individui che – loro malgrado – trarrebbero severe complicanze anche da agenti patogeni blandi come un monologo di Maurizio Crozza.
Ciò non ha tuttavia impedito che la strategia di diffusione della paranoia venisse condotta con impeccabile e spietata professionalità: “È in corso una pandemia omicida, gente. Ma state tranquilli”.
Rassicurare l’opinione pubblica su un problema che di fatto non esiste.
Sarebbe grossomodo come se di punto in bianco nel vostro ufficio cominciasse a circolare un comunicato col quale la direzione smentisce categoricamente le voci tendenziose secondo cui gli addetti al catering della mensa aziendale eiaculano sulla rucola. È naturale che – nel dubbio – comincereste a non prenderla.
O a chiederne il bis, d’accordo.
Pandemie virali ordite a tavolino da industrie farmaceutiche, mentre operatori del ramo degli approvvigionamenti gastronomici vi sborrano sull’insalata. Di quali sordide dinamiche tra le lobby del settore terziario non sono stato messo al corrente?
Ora, se un minimo vi conosco, state aspettando che vi parli di Topo Gigio. Beh, andate affanculo voi e quella disgustosa pantegana saccente che barcolla come se avesse la poliomelite. O come suppongo barcollerebbe un roditore qualora avesse la poliomelite, insomma. Che autorevolezza spera di esercitare un ratto che mentre mi parla ha la mano di un tizio infilata su per il culo?

Via Qualcosa del genere